Sono a Berkeley, California (praticamente San Francisco dalla prospettiva di uno che vive in Europa), da quasi un anno, dopo aver passato più di 5 anni a New York, cioè Manhattan, che considero ancora la città più bella del mondo (ma di questo parlerò in un altro post). Vivo adesso sulla costa Ovest degli Stati Uniti, cioè la costa di sinistra, dopo aver passato più  di vent’anni sulla costa Est, cioè  quella di destra. Come il dice il detto falsamente attribuito a Kurt Vonnegut: vivi almeno una volta a New York, ma vattene prima di diventare troppo duro; vivi almeno una volta a San Francisco, ma vattene prima di diventare troppo tenero .

Vi parlerò della mia casa fra un po’. Per adesso fatemivi dire un po’ di Berkeley. Berkeley e’ una cittadina universitaria, con una fra le più  prestigiose Università del mondo. La UCB, o University of California at Berkeley, torreggiata dal famoso campanile,  e abitata da alcuni fra i più’ famosi studiosi in tutte, o quasi, le possibili discipline. La zona più carina, o se volete la più snob, e’ Berkeley Hills, con la sua collina che ricorda un po’ i paesini della riviera italiana o francese, con le sue case in vari stili, dal moresco al mediterraneo all’adobe. L’odore degli alberi esotici, fra cui tanti eucalipti, e’ la cosa che noti la prima volta che vieni in collina.

Sulla collina vivono i professori e chi se lo può  permettere. La vista dalla collina e’ meravigliosa. San Francisco, a solo 20 minuti di BART (un treno sotterraneo che percorre parte della Bay Area, quasi come una metropolitana), e l’acqua che la divide da Berkeley, e’ visibile da quasi tutti i punti  e da quasi tutte le case, con il suo Bay Bridge, il suo Golden Gate, e le varie torri. La foto poster di questo blog l’ho fatta appunto dalla collina. Nella parte nord di Berkeley, proprio ai piedi della collina, c’e’ il cosiddetto Gourmet Ghetto, una passeggiata con ristoranti e caffè’. Alcuni ristoranti, come Chez Panisse, sono molto conosciuti anche al di fuori di Berkeley.

Io abito in una casa in collina, perché  la collina e’ bella e la sua bellezza e la sua tranquillità  mi fanno dimenticare la nostalgia che a volte ho di Manhattan con la sua energia e frenesia. Quando cercavo una casa in affitto, ho trovato quasi subito questa, e me ne sono innamorato immediatamente. E siccome quando mi innamoro non c’e’ nulla da fare, ho firmato il contratto d’affitto immediatamente, senza pensarci. O almeno facendo finta di pensarci per esattamente i cinque secondi di rito. Ma la decisione era presa.

E’ una casa antica, per gli standard Californiani. Costruita nel 1908. Tutta in legno a vista, sia fuori che dentro, che la rende molto particolare. Sembra quasi uno chalet di montagna delle nostri alpi. Alla casa non si accede dalla strada, ma da una scalinata (detta the Berkeley Steps) che connette due tornanti della collina. Di queste scalinate ce ne sono tante a Berkeley, e uno potrebbe quasi andare sulla cima della collina  a scale.

Si entra nel giardino da un portone di legno, tirando una cordicella, come ho visto fare in altre case di Berkeley. Un giardino ben tenuto ma abbastanza selvaggio, con piante che crescono spontanee, e una fontanella. Una panchina in mezzo alle piante invita alla meditazione. Entrando in casa da una porta con vetri antichi, ancora tirati a mano, non si può fare a meno di notare l’odore e il calore del legno che ti avvolge in tutta la casa. E’ redwood delle montagne della California, legno rosso e con un profumo vivo.

Da quasi tutte le finestre del lato Ovest della casa si vede San Francisco al di la della Baia, a meno che non sia coperto dalle nuvole o dalla foschia., il che e’ molto frequente. La casa e’ antica e moderna allo stesso tempo. L’arredamento che ho portato da New York e’ certamente moderno. Come lo e’ la cucina ricostruita dalla proprietaria con pezzi moderni. Ma il bagno ha il sapore dei bagni inizio novecento, con tanto di vasca da bagno nel mezzo della stanza con i piedi di bronzo. La camera e’ enorme, con una bellissima libreria. Lo studio ha una finestra dalla quale si vedono gli alberi e un po’ della baia.

Cosa vuol dire stare a Berkeley dopo anni a New York? A volte mi lascio prendere dalla tranquillità di questo posto, dalla bellezza dei panorami. Durante il fine settimana me ne vado a passeggio per la città, mi fermo a un caffè a leggere e guardo gli studenti andare avanti e indietro. Il tempo, anche adesso a Novembre, e’ buono. Si esce in maglietta, al massimo con un pullover. Ad Est era già il momento di tirare fuori il cappotto. Ho cominciato a farmi alcuni amici, alcuni molto cari con cui e’ piacevole passare una serata. Ma il ritmo e’ diverso. Si tende a stare in casa, ad andare a letto presto. Anche i bar e i ristoranti sono chiusi dopo le dieci di sera. Leggo di più,  scrivo di più, faccio più foto. Penso di più? Chissà, a volte mi chiedo se questa e’ una pausa.

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