E’ circa un anno che abito sulla costa Ovest, e anche se comincio ad amare la bellezza di queste terre, ancora mi manca New York. Questo sentimento di amore verso una città che vista dall’esterno appare caotica, invivibile, fredda (e non solo del calore umano) non appartiene solo a me, ma per quanto mi sembra di capire, a quasi tutti quelli che vivono, o hanno vissuto per un periodo ragionevolmente lungo a New York. Ho pensato a lungo, e continuo a pensare al perché. Cosa ha New York di diverso da tutti gli altri posti nel mondo che ti prende, un po’ come una assuefazione, da cui tanti non riescono a uscire. Cosa ha New York di speciale che tutte le volte che ci torni ti senti a casa e ti viene voglia di rimanerci?  Ho trovato un po’ di spiegazioni razionali, ma che non mi soddisfano ancora completamente. Cercherò di spiegare qui le conclusioni alle quali sono arrivato … per il momento.

2007_Manhattan_rszdIntanto, per prima cosa, fatemi dire perché apparentemente, un essere razionale non dovrebbe mai vivere a New York. I soliti luoghi comuni, che non nego abbiano un fondo di verità. Una città caotica, una giungla d’asfalto, cemento, e macchine. A volti esci da casa al mattino e il traffico è già’ insostenibile, lo smog ti prende alla gola. Se piove o nevica è un vero e proprio inferno. Cerchi un taxi e non lo trovi neanche a peso d’oro. E se lo trovi, e se il tassista decide di prenderti a bordo (perché a volte i tassisti di NY sanno dove vogliono andare e non si lasciano convincere da un povero cliente pagante), magari ti sbarca dopo tre o quattro isolati perché il traffico non si muove. La metropolitana, nelle ore del mattino, è superaffollata. I condotti e le scale che scendono nella subway sono sporchi e puzzolenti. Mentre le metropolitane di Parigi e Londra, sono facili da capire, per cui anche i turisti dopo un paio d’ore sono in grado navigare per tutta la città in largo e lungo, la subway è complicata e incomprensibile. Solo gli abitanti la capiscono, e non sempre. Treni diversi vanno sulle stesse line, a tratti, poi alcuni cambiano linea, alcuni sono espressi, altri locali.  Per non parlare delle varianti du jour, per cui non sai mai se il treno che hai preso, tipicamente locale, è stato trasformato, per quel giorno, in un espresso, e se mai fermerà  alla stazione  di tua scelta. E a volte vedi passare dalla tua stazione treni che non dovrebbero passarci, tipo il B train sulla linea dell’A train … e ti chiedi … boh?

IMG_8971_rszdUna città costosissima. Tutto è più’ caro: il cibo, i trasporti, i medici, l’assicurazione per la macchina (se mai decidessi di avere una macchina a New York), il garage, che costa quasi come l’affitto di un appartamento, e in modo particolare l’alloggio. In Manhattan puoi spendere migliaia di dollari al mese per affittare un monolocale di trenta metri quadri, con un bagno vecchio, una cucina che cade a pezzi, una finestra da cui non entra mai la luce perché ha una vista sul muro del palazzo di fronte, e costante puzza di cavolfiori bolliti e cibo cinese nei corridoi bui e nell’ascensore stile anni trenta. E poi il clima. L’estate può essere torrida, e l’inverno artico. Con temperature abbondantemente sotto lo zero, a volte anche quello Fahrenheit, ti puoi mettere tre cappotti, due cappelli  doppi guanti, e mutande di lana,  ma dopo dieci minuti per strada cominci a battere i denti e  le immagini che ti vengono in mente sono quelle di Robert Scott nella spedizione al Polo Sud, o la ritirata dei soldati Napoleonici dalla Russia. Allora, perché una persona normale non solo decide di vivere a New York, ma si innamora perdutamente di questa città?

Cominciamo dal tipo di vita che si fa a New York. Per prima cosa, andando ad abitare a New York, si accetta di vivere in un appartamento di pochi metri quadri. Quando dico pochi, intendo pochi. Conosco gente che vive felicemente in venti metri quadri. Io, più fortunato, vivevo in un bi-locale, soggiorno con cucinotto e stanza da letto, di si e no cinquanta metri quadri, con un affitto mensile da brivido.

IMG_9638_rszdAndare a vivere in uno spazio ristretto, specialmente abituati alle grandi case suburbane, con 5 o sei stanze da letto,  tre o quattro bagni, due soggiorni, e acri di terreno con erba da tagliare tutte le settimane, sembra una transizione impossibile. Ma piano piano se ne capiscono i vantaggi, e poi ci si abitua a tal punto che ci si sentirebbe perduti a tornare in una McMansion in New Jersey. Come prima cosa, andare a vivere in un appartamentino di New York (una cosiddetta shoebox, o scatola per scarpe), ti costringe a fare una bella pulizia delle cose che hai, e metaforicamente parlando ti costringe ad una pulizia radicale della tua vita. Quante cose hai che non ricordi neppure di avere? O che non usi da anni? Be’ … quelle sono le prime a partire, assieme ai libri già letti; se poi li vuoi rileggere li puoi sempre comprare per il kindle, o ritrovare usati fra le diciotto miglia di libri di Strand rszd-1327sulla dodicesima e Broadway, e poi rivenderli. E cosa dire della tua collezione di dischi di vinile che tanto non serve a nulla perché non hai più un giradischi da anni, e i cinquecento o più CD che tappezzavano una parete intera del tuo studio? Tanto quelli, con un po’ di pazienza, li puoi copiare in digitale su un disco del computer.  Non parliamo delle foto. Quelle vecchie si scannerizzano, e quelle nuove sono già digitali. Alla fine ti convinci che tutto quello che è importante per te e per la tua vita, sta comodamente su un disco da un terabyte. Tutto il resto è superfluo. Se proprio vuoi, puoi portarti un tavolo e quattro sedie, un divano, e un letto. I comodini, se c’entrano, sono opzionali. Con questo cominci a pensare meno a quello che hai, e più a quello che fai. Perché New York è una città dove invece di avere, si fa. Solo perché non c’è posto per avere cose, e ogni cosa che compri, anche un paio di scarpe, ci pensi due volte (oddio!!! Il ripostiglio è pieno…).

Quindi la casa, oltre che come ripostiglio per le poche cose che ti rimangono, serve quasi unicamente per dormirci, e occasionalmente fare qualche festa. Il numero di persone che puoi fare stare in una shoebox di New York è incredibile. Io ho fatto feste con quasi cinquanta persone nel mio appartamento da cinquanta metri quadri…be’ un metro quadro a persona è uno spazio enorme.rszd-4523  E se il tempo è bello, la festa può sempre migrare sulla terrazza sul tetto. Tutto il resto si fa fuori dall’appartamento. E’ per quello che c’è sempre tanta gente in giro a New York, per le strade, nei ristoranti, a studiare o lavorare nei caffè. E questo è vero a qualunque ora del giorno e della notte. Torni a casa da una festa alle quattro di mattina, e ti trovi in mezzo alla gente, e riesci anche a trovare un caffè, un ristorante, una libreria, o un supermercato aperto, casomai ti venisse voglia di comprarti un po’ di lime e tequila per farti una margarita, alle quattro di mattina. New York non è mai vuota. Il calore e il colore della gente che è sempre in giro fanno di New York una città umana, contrariamente agli stereotipi di chi non ci ha mai vissuto, e che pensa che New York sia una città fredda e disumana. Al contrario. Penso che New York sia la città più umana nella quale abbia mai vissuto. A questo bisogna aggiungere che New York è un posto dove ci sono ancora i negozietti, le grandi catene non attecchiscono. Ci sono ancora librerie vecchie di cinquant’anni con il proprietario che ti parla degli ultimi libri, panetterie, macellerie, pasticcerie e così via. Questo aggiunge all’umanità di New York.

Del fatto che New York sia una città dove la dimensione umana è preponderante rispetto a tutto il resto me ne sono reso conto un paio di mesi fa sulla subway, quando già stavo a Berkeley da più di sei mesi, e sono tornato a New York per un paio di giorni. La metropolitana di New York, la subway, è forse l’epitome di questa umanità straripante da tutti i suoi pori. E’ uno spettacolo continuo (una delle poche città al mondo, forse l’unica, dove la metro funziona ventiquattro ore al giorno). La varietà, la diversità, il colore, le sorprese dello spaccato di umanità della metropolitana di New York mi hanno sempre affascinato, e questo fascino l’ho gustato di nuovo durante la mia breve visita. Andare sulla subway è un po’ come andare al cinema.rszd-9567 Sentivo qualcosa che mi portava indietro verso New York, verso il fascino che emana, verso quella forza che rende difficile andarsene. Un po’ come una droga, un’assuefazione, una curiosità infinita e mai soddisfatta verso tutte quelle persone che si accalcano sui treni che percorrono l’isola di Manhattan avanti e indietro.

A New York possedere la macchina è un lusso inutile, salvo che non ti serva per andare a lavorare fuori città. Ho avuto la macchina a New York per un po’, perché venivo dai suburbi e pensavo che non avere una macchina fosse un po’ come non avere le gambe, cosa che è verissima nei suburbi, dove se non hai una machina sei praticamente morto. Ma dopo un anno ho capito che la macchina non mi serviva a nulla. La usavo sì e no un paio di volte al mese, per andare a trovare alcuni amici che abitavano fuori, e basta. Una volta che sono andato in macchina a fare la spesa a un megasupermercato del New Jersey, mi sembrava di comprare cibo di plastica (la qualità del cibo a New York, anche quello dei supermercati è infinitamente più ricercata). Per questa non–necessità inutile,  tutti i mesi dovevo pagare il garage, che era quasi come pagare un secondo appartamento, e l’assicurazione che mi era andata alle stelle. E quindi l’ho venduta, e mi sono sentito libero, per la prima volta nella mia vita da adulto, dalla necessità delle quattro ruote.  A New York ci si muove a piedi, in metropolitana, o in taxi. Non che sia facile…a volte, specialmente quando piove, non trovi un taxi neppure a pregare in sanscrito. Ma questo fa parte del colore di New York, e ti fornisce sempre l’opportunità per una buona scusa se arrivi tardi a un appuntamento (oggi è uno di quei giorni … mi c’è voluta mezz’ora per trovare un taxi…).

rszd-1301Il non dover guidare, perché’ i tassisti e la metropolitana lo fanno per te, e il non dover parcheggiare, ne fare benzina, ti rendono la vita enormemente più facile. E dopo un po’ che abiti a New York, scopri che la vita è estremamente più facile che in qualunque altro posto, specialmente i suburbi. Non solo ti sei liberato dalla responsabilità di guidare e cercare il parcheggio, ma anche da quelle mille altre responsabilità che riempiono la vita di tutti i giorni. Cominciamo a dire che vivi in un appartamento minuscolo. Quindi le IMG_3461_2_rszdpulizie di casa diventano veramente facili, e puoi sempre decidere di prenderti qualcuno che ti viene a fare le pulizie una volta la settimana. Poi tanto in casa ci vai solo a dormire, e quindi sporchi il minimo.  Cucinare? A New York? New York è in pratica una gigantesca fiera di ristoranti di tutti i tipi e per tutte le tasche. Ce ne sono più di duemila, con un ricambio continuo, perché tanti falliscono e ne nascono di nuovi. E se non vuoi andare al ristorante, la pizza all’angolo per 99 centesimi a fetta è imbattibile sotto tutti i punti di vista. E poi tutti i ristoranti ti portano la cena a casa. Anche solo una zuppa o un paio di fette di pizza. Basta scegliere uno di quei menù che tutti i giorni ti trovi sotto la porta di casa: cinese, giapponese, indiano, messicano, e perché no? italiano, francese, spagnolo o singalese … una varietà di cibo infinita che ti viene consegnata alla porta di casa, ancora calda, appena mezz’ora dopo che hai chiamato…a patto che sia riuscito a farti intendere dalla cameriera cinese o indiana dall’altro capo del telefono.

rszd-1932Per non parlare della lavanderia. Spesso il palazzo è associato con una lavanderia vicina. Esci di casa, lasci i tuoi panni sporchi, incluse le lenzuola, mutande e calzini, e la sera te li ritrovi, dal portiere, lavati e stirati, il quale portiere ti ha anche mandato un’email per avvertirti che la tua roba è pronta. Tutto quello di cui hai bisogno ti viene consegnato a domicilio, perfino la spesa, casse di vino, il costume per Halloween, i piatti nuovi che hai comprato da Crate and Barrell. Puoi telefonare per farti fare un massaggio a domicilio, lezioni di pianoforte, di lingua, di salsa e merengue. Tutto, proprio tutto. Quindi a New York ci si abitua a non fare nulla di tutto ciò che rende la vita quotidiana faticosa. Ci si concentra sulle cose che si vogliono fare, non quelle che si “devono” fare.

rszd-1840Parliamo adesso della vita sociale. Intanto avrete già capito che quando parlo di New York, mi riferisco in realtà a Manhattan, escludendo i Queens, Brooklyn, Staten Island, e il Bronx, che fanno ben parte di New York City, ma per i Manhattaniti sono terre lontane, quasi come il New Jersey o la California. E’ vero che alcune fasce di Brooklyn stanno diventando sempre più trendy—per esempio Williamsburg—ma per i Manhattaniti classici, New York è solo l’isola di Manhattan. Tutto il resto è estero, e a volte, scherzando, dicono che non hanno il passaporto per andare a Brooklyn. La maggior parte delle persone che frequenti vivono nell’isola, e sono tutte a un tiro di subway. Se hai qualche amico che non vive nell’isola, i rapporti diventano sempre meno frequenti, fino a volte a scomparire. Un po’ come tutti quelli che non sono su Facebook… alla fine non sai neppure se esitano più. Quindi l’isola crea una forza di attrazione positiva, per cui tutto il tuo entourage giornaliero è a un tiro di schioppo, raggiungibile e disponibile, in teoria, a ogni ora del giorno e della notte. Se vuoi vedere qualcuno, basta telefonare, e mettersi d’accordo per trovarsi in un paio d’ore a un ristorante, un cinema, un teatro, per un aperitivo da Eataly, o semplicemente sulle panchine dell’Union Square. A questo bisogna aggiungere che quasi tutta la popolazione di Manhattan è single. Questo non vuol dire che non siano coppie o famiglie. Essere single è uno stato mentale. Per essere single non occorre essere single.  Anche una coppia con quattro bambini è single, a Manhattan, e spesso disponibile a uscire per una birra alle undici di sera, o andare a teatro con poche ore di preavviso, sempreché trovino una babysitter, o convincano il marito o moglie a rimanere a casa. Anche questa una caratteristica che ho trovato solo a Manhattan e che rende i rapporti sociali più facili.  Comunque è anche vero che Manhattan è una delle città con più single, quelli veri. Non so perché ma la gente a Manhattan tende a rimanere single. Alla continua ricerca del partner perfetto, in una successione interminabile d’incontri che non finiscono mai, o quasi mai, in un rapporto stabile. Ma di rszd-9340questo parleremo un’altra volta.

Be’… adesso magari voi che non vivete che o che non avete mai vissuto a Manhattan non mi crederete. E fate bene perché tanto di quello che vi ho detto è stato modificato dalla mia memoria imperfetta. Ci ricordiamo solo le cose positive, e cambiamo, arrotondiamo, rendiamo un po’ romantico tutto il resto.  Però ci deve essere un fondo di verità in tutto quello che ho raccontato, altrimenti non si riuscirebbe a spiegare una città che apparentemente sembra impossibile, della quale tutti si lamentano, ma che nessuno lascerebbe per nessun motivo, o quasi.

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