Qualche giorno fa mi è capitato di rivedere una puntata della trasmissione “Quelli della Notte”. Era circa il 1985. Ve li ricordate? Era ambientato in un inverosimile salotto di un fittizio appartamento a Roma di Renzo Arbore, con un’orchestra jam di super musicisti: La New Pathetic Elastic Orchestra (forse una sottile, ma non troppo, allusione alle Plastic Ono Band e la Electric Light Orchestra?). L’orchestra, con geni musicali come Gege’ Telesforo con i suoi skatting e Sal Genovese con il suo sax, era la punteggiatura di tutta la trasmissione, riproponendo, fra uno sketch e l’altro, e in stile jazzato, vecchie canzoni italiane, come “Zingara” o “Bongo Bongo  Bongo”, e nuovi—a quei tempi—piacevoli tormentoni come la sigla iniziale “Ma la notte no” e quella finale “Il materasso”. L’immaginetta/altare di Louis Armstrong a volte piangeva nel sentire cotanto strazio della musica jazz…

E chi non si ricorda il divano con gli ospiti fissi: il colto professor Riccardo Pazzaglia e il suo “scendiamo sempre più in basso”, il frate Antonino “Frassica” da Scasazza (in provincia di Trapani e Agrigento) e i suoi nanetti su Sani Gesualdi, il trombettista Catalano e i suoi ovvi aforismi, o “catalanate” (…e’ molto meglio essere belli, giovani, ricchi, e sani piuttosto che brutti, vecchi, poveri, e ammalati…), il  comunista sfegatato romagnolo Ferrini (ma Bersani lo ha preso come modello?) rappresentante di pedalò con il borsello sempre in spalla e il suo sogno di costruire il famoso muro di Ancona per arginare i meridionali “per il suo bene di loro”. E poi c’era una giovane Marisa Laurito che faceva la maglia e offriva il suo punto di vista  di popolana saggia, mentre Andy Luotto vestito da Arabo traduceva i temi della serata introdotti da Pazzaglia (da dove veniamo, e dove andiamo … ahhh … saperlo, saperlo)  in un Arabo che sembrava un dialetto a metà fra il pugliese e il napoletano. Ma c’erano anche Simona Marchini che leggeva le lettere degli ascoltatori facendo l’oca svampita, e il grande, indimenticabile Giorgio Bracardi (ma lei….quanti anni ha? 57!) artista multiforme di “Alto Gradimento”. E non dimentichiamoci del lookologo Roberto D’Agostino, con la sua look parade. E’ grazie a lui che abbiamo conosciuto la transumanza post-appenninica, l’edonismo reaganiano, e perché no, Bonito Oliva e il grande Milan Kundera con il suo “L’insostenibile Leggerezza dell’Essere”, che ho riletto forse più di tre volte da allora. La trasmissione andava in onda tutti i giorni in tarda serata, e ricordo che era diventata quasi un’ossessione. Facevamo il possibile per non perdere una puntata e ri-raccontarcela al lavoro la mattina dopo.

A parte una grande nostalgia per quei tempi quando avevo quasi trent’anni di meno, e non sapevo ancora che un giorno avrei abitato in America, rivedermi alcuni sketch di “Quelli della Notte”  mi ha fatto pensare a come, noi Italiani, fossimo in media più felici nella seconda metà degli anni 80 di quanto lo siamo adesso. Gli anni di piombo erano appena passati, e ci sentivamo ricchi (anche se non lo eravamo … ma più  di adesso), contenti, e speranzosi. E’ vero che sotto-sotto covava il marciume economico e politico che poi si sarebbe rivelato negli anni novanta, e che forse ha contribuito in parte a portarci dove siamo adesso. Ma noi non lo sapevamo e il mondo ci pareva più bello.

Ho anche pensato a come la televisione, quella bella, sia davvero finita dopo quegli anni. Oramai non guardo più la TV Italiana, dopo aver guardato per anni RAI International, cioè il peggio del peggio che veniva somministrato agli emigrati; e non ho mai guardato la TV USA, che mi ha sempre annoiato. Ho deciso di interrompere l’abbonamento al canale di RAI International un giorno di cinque o sei anni fa quando mi sono reso conto che i programmi che ci mandavano (e ho capito poi che non erano il peggio del peggio, ma il meglio di quello che la televisione italiana offriva…figurati il resto…) erano di un cattivo gusto spettacolare, i comici non faceva ridere e dicevano parolacce, le risate erano registrate, le soubrette erano oche per davvero, e non per finta, i presentatori penosi, gli spettacoli di canzoni erano orribili, i giochi televisivi stupidi (pensate a quello delle scatole con dentro i soldi…e confrontatelo con il vecchio e bistrattato Rischiatutto) e tutto era un format comprato da qualche altro paese e riempito di stupidaggini locali. Era forse l’inizio di un impoverimento culturale che continua anche adesso?  Quando sono in Italia e mi capita di guardare la televisione mi rendo anche conto come il cattivo gusto e la mancanza del senso estetico abbia colpito un po’ tutto (e non solo la televisione). Anche le pubblicità sono brutte (vi ricordate Carosello?). Boh? Sarò io che sono cambiato, e diventato un po’ più acido e critico. Ma forse, trasmissioni con un sottile e intelligente umorismo e buon gusto come “Quelli della Notte” non se ne fanno più … o no?

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